HR 1533 è la sigla della Risoluzione presentata qualche giorno fa alla Camera dei rappresentanti americani dai Repubblicani che consentirebbe ad Israele di attaccare i siti nucleari iraniani con il sostegno degli Stati Uniti d’America.
Essa fornisce infatti il supporto esplicito per attacchi militari contro l’Iran, affermando che il Congresso sostiene Israele nell’uso di “tutti i mezzi necessari” contro l’Iran, compreso l’uso della forza militare.
“Espresso supporto per il diritto dello Stato di Israele di difendere la sovranità israeliana, per proteggere la vita e la sicurezza del popolo israeliano, e di utilizzare tutti i mezzi necessari per affrontare ed eliminare le minacce nucleari poste dalla Repubblica Islamica dell’Iran, compreso l’uso della forza militare se nessun’altra soluzione pacifica può essere trovata entro un termine ragionevole per la protezione contro tale minaccia immediata che mina l’esistenza dello Stato di Israele “
“La strategia dei neocons” ha precisato John Bolton sul Wall Street Journal due settimane fa “è quella di avere il visibile il sostegno del Congresso sin dall’inizio di un attacco, rassicurando così il governo israeliano, che è legittimamente preoccupato di una probabile reazione negativa di Mr. Obama “.
“L’Amministrazione Obama ha resistito in silenzio per oltre un anno agli sforzi del Congresso per fare passare le sanzioni economiche unilaterali, cedendo poi alle pressioni del Congresso. Ora che le sanzioni sono state messe in atto, la destra americana ed i falchi Iraniani hanno iniziato a sostenere apertamente quello che è sempre stato il loro obiettivo finale: la guerra.” scrive la redazione del Consiglio Nazionale Iraniano Americano, sul suo sito. La NIAC è la più grande organizzazione di base iraniano-americana, che si è battuta in questi anni per escludere dalle sanzioni gli strumenti di comunicazione online, che sono stati così vitali e lo sono tuttora per far circolare l’informazione in Iran e consolidare il Movimento Verde e che ha spinto Obama a condannare senza mezzi termini la brutale repressione del governo iraniano contro le pacifiche manifestazioni di protesta dopo le contestate elezioni.
“Quando cominciamo a discutere di guerra sul serio, non possiamo permettere che la storia si possa ripetere.” continua la redazione della NIAC ” e che vengano messe in gioco le vite di innocenti americani, iraniani ed israeliani. Non possiamo permettere che l’idea della guerra possa guadagnare terreno”.
La NIAC spesso collabora anche con gruppi come la New America Foundation ed Amnesty International per discutere tematiche quali le relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e l’Iran, il deterioramento della situazione dei diritti umani in Iran ed il programma nucleare iraniano.
La posizione del NIAC non è certo molto lontana da quella che ha espresso ancora una volta dall’avvocato attivista per i diritti civili in Iran – nonchè Premio Nobel – Shirin Ebadi, durante l’audizione che si è tenuta il 20 luglio davanti alla Commissione per i diritti umani del Senato. (Fonte APCOM – 20 luglio)
Il suo è stato un’appello accorato:
“Le sanzioni non servono, come non serve la guerra. L’unica soluzione è la democrazia. L’Occidente non deve preoccuparsi solo del programma nucleare iraniano, ma deve parlare della violazione dei diritti umani. La gente in Iran è sempre più insoddisfatta: i prezzi sono saliti, la vita è cara, la povertà crescente; c’è bisogno di lavoro, libertà e sicurezza.”
“Il regime è sempre più debole, perché ci sono due guerre invisibili in corso: quella della maggioranza del popolo contro il governo e quella del governo al suo interno, perché alcuni esponenti sono contro questo regime ma hanno paura che la violenza usata dal governo lo faccia cadere”.
“La stampa straniera non riporta nulla dei problemi dell’Iran, che è un Paese dalle grandi potenzialità. Per 26-27 anni lo avete dimenticato; ora ne siete spaventati, perché avete aperto gli occhi. Ricordate: la vera soluzione è la democrazia, aiutateci a portarla anche in Iran”.
E’ fin troppo chiaro che un’attacco militare all’Iran sarebbe un disastro per tutti. Per il momento la Risoluzione H 1533 non è stata ancora approvata. Speriamo di essere ancora in tempo per evitare una tragedia troppe volte annunciata.

"Nessuna impresa che dipenda, per il suo successo, dal pagare i suoi lavoratori meno di quanto serva loro per vivere ha diritto di sopravvivere in questo Paese"
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